Scala, Turnbull nominato nuovo primo ballerino

Dopo la recita de La bella addormentata di Rudolf Nureyev nomina sul campo per il ventiseienne ballerino australiano L’annuncio in scena del sovrintendente Fortunato Ortombina L’abbraccio con i colleghi e con il direttore del Ballo Olivieri

Gli applausi, calorosissimi alla fine della recita dell’8 gennaio de La bella addormentata nel bosco – immortale e insuperata coreografia di Rudolf Nureyev – si interrompono. Perché sul palco del Teatro alla Scala compaiono il sovrintendente Fortunato Ortombina e il direttore del Corpo di ballo Frédéric Olivieri. Nomina in vista, dicono gli sguardi dei ballerini in fila, nei loro costumi. Infatti. «Quello che vogliamo celebrare questa sera è il sogno di un talento» esordisce Ortombina. «Una talento che viene da lontano, forse da più lontano di tutti quelli che sono approdati qui alla Scala. Arriva dall’Australia». Chi sa ha già capito prima che il sovrintendente annunci che «con la recita di questa sera Navrin Turnbull diventa primo ballerino del Teatro alla Scala». Applausi e abbracci sul palco del Piermarini per il ventiseienne nato a Sydney e formatosi prima in una scuola di danza sulla Gold Coast, nel Queensland e poi pressola John Cranko Schule, la Scuola di ballo dello Staatstheater Stuttgart, in Germania.

Applausi dal pubblico. E la ribalta è tutta per Navrin Turnbull, “lanciato” in proscenio da Alice Mariani, la “sua” Aurora nella recita che gli è valsa la promozione. «Un sogno che si realizza. Non me l’aspettavo proprio, ero concentrato sullo spettacolo… poi quando ho visto il sovrintendente e il direttore arrivare in scena un po’ ci ho sperato» le prime parole di Turnbull, parrucca bianca ancora in testa, costume da principe Desirée indosso. Lacrime di gioia. Sorrisi. E il pensiero ai tanti sacrifici fatti. «Ho lasciato l’Australia a 15 anni per trasferirmi in Germania. Ed è stato un periodo duro per me e per la mia famiglia» racconta il nuovo primo ballerino che nel 2015, dopo aver vinto una borsa di studio al Prix de Lausanne, si è trasferito alla John Cranko Schule di Stoccarda dove ha concluso la sua formazione nel 2018. Subito l’ingaggio nel Wiener Staatsballett diretto da Manuel Legris che, diventato nel frattempo guida della compagnia scaligera, nel 2021 (dopo una stagione nel Bayerisches Staatsballett di Monaco di Baviera) lo porta a Milano. Un talento versatile e poliedrico, tra Nureyev e Balanchine, Neumeier, Forsythe e Kylián, che in breve gli vale la promozione a solista.

«Siete la mia famiglia, la mia vita è qui con voi, ogni giorno a lavorare e studiare, e questo mi spinge in alto» le parole rivolte ai colleghi, stretti intorno a lui una volta calato il sipario. L’abbraccio con Olivieri. «Un grande talento. Incarna perfettamente l’ideale di ballerino che Rudolf Nureyev voleva per i suoi ruoli. Ho in mente qualcosa per lui» aveva detto il direttore del Corpo di ballo – che con Nureyev ha ballato e tanto – qualche giorno fa, al debutto di Turnbull nel ruolo di Desirée. E qual “qualcosa” è arrivato. La nomina a primo ballerino annunciata da Ortombina su proposta di Olivieri come riconoscimento della sua crescita artistica. «Avrà una carriera lunga e bella. A livello artistico sono sicuro che crescerà ancora. Umanamente Navrin è già una persona speciale».

Nelle foto @Brescia/Amisano Teatro alla Scala la nomina di Navrin Turnbull

Alla Scala Navrin Turnbull è stato protagonista nei grandi balletti di repertorio da Lo schiaccianoci e Il lago dei cigni di Petr Il’Ic Cajkovskij con la coreografia di Nureyev a Paquita nella ricostruzione di Pierre Lacotte. Non solo. Ha incarnato i grandi personaggi del balletto del Novecento brillando in Onegin di John Cranko, Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan, La Dame aux camélias di John Neumeier. E poi le coreografie di George Balanchine, Jerome Robbins, Wayne McGregor, Philippe Kratz. Toccante e intensa la sua interpretazione “ibseniana” nel Peer Gynt di Edward Clug.  

«Non vedo i miei genitori da un anno e mezzo, sarebbe stato bello fossero stati qui. Ma saranno le prime persone che chiamerò una volta in camerino» ha detto ancora il ballerino, in un italiano impeccabile mentre scambiava abbracci con tanti scaligeri che hanno assistito dietro le quinte alla sua nomina. Procedura abituale all’Opéra de Paris, dove le nomine dei ballerini avvengono quasi sempre “sul campo”, ma insolita per l’Italia. Unico precedente scaligero la nomina ad etoile di Nicoletta Manni, avvenuta il 9 novembre 2023 – l’annunciarono l’allora sovrintendente Dominique Meyer e l’allora direttore del ballo Legris.

Nelle foto @Brescia/Amisano Teatro alla Scala Navrin Turnbull in scena