Ravenna festival 2026 celebra San Francesco

Nacque al mondo un sole. Nel Paradiso Dante guarda così a San Francesco. Verso che Ravenna festival mette come titolo dell’edizione numero trentasette. Tutta dedicata al Santo di Assisi, nell’anno che ne ricorda l’ottavo centenario della morte. Cartellone ricchissimo che parte il 21 maggio con Anne-Sophie Mutter impegnata nel Concerto per violino e orchestra in re maggiore di Ludwig van Beethoven con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko che poi proporrà la Quinta di Mahler. Oltre cento spettacoli, più di mille artisti – Kent Nagano, Nicola Piovani, Toni Servillo, Giorgio Battistelli, Giuseppe Gibboni, Stefano Bollani, Enrico Rava, Pat Metheny, Dulce Pontes – in scena sino all’11 luglio nel segno della grande musica che dialoga, come tradizione, con il territorio – intento chiaro già nel titolo, nella scelta di Dante, che riposa a Ravenna, per leggere la figura di Francesco.

Il primo ritratto di San Francesco lo disegna Riccardo Muti che il 7 giugno, alla Rocca Brancaleone, con l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini propone Nobilissima visione, pagina che Paul Hindemith scrisse ispirandosi al ciclo di affreschi di Giotto ad Assisi. E proprio la figura del Santo, tra Dante e Giotto, sarà al centro del dialogo che il direttore, dopo aver eseguito la pagina del compositore tedesco, avrà con il filosofo Massimo Cacciari. Per Muti, che il 30 giugno sempre con la Cherubini dirigerà il Bolero di Ravel e il 2 luglio guiderà un ensemble con gli ottoni dei Wiener e dei Berliner, non solo Francesco. Ma anche Sant’Agostino, perché l’1 e il 2 giugno torna Cantare amantis est (il riferimento al Santo di Ippona è evidente) la due giorni di prove che Muti mette in campo chiamando a raccolta coristi da tutta Italia – lo scorso anno hanno risposto più di tremila persone.

Il filone francescano del Ravenna festival propone una ricostruzione musicale del Cantico delle creature con l’Ensemble Micrologus, la prima de Il Santo folle, commissionato a Guido Barbieri e Marcello Fera sull’incontro di Francesco con il Sultano, una conversazione con Franco Cardini accompagnato dall’ensemble laReverdie. Ma anche, partendo da Greccio, uno sguardo sul presepe napoletano con La cantata dei pastori con Peppe Barra, omaggio al compianto Roberto De Simone. La spiritualità è declinata, oltre che nel ciclo di liturgie domenicali In templo Domini, nei concerti di gruppi come l’estone Vox Clamantis, ensemble di riferimento per Arvo Pärt, e l’ensemble Constantinople creato dall’iraniano Kiya Tabassian.

Kent Nagano e Nicola Piovani saranno sul podio della Cherubini, Enrico Onofri della Münchener Kammerorchester. Giorgio Battistelli ripensa per Ravenna il suo progetto OperaPaese, il pianista Filippo Gorini è artista in residenza con quattro concerti sul territorio, da Lugo a Russi. Tanto jazz con Stefano Bollani, Pat Metheny, Matteo Mancuso e Nik West. Marco Martinelli rilegge Antigone di Sofocle mentre tornano le Baccanti di Euripide secondo Micha van Hoecke. Tutta dedicata a Mozart l’appendice di novembre con la Trilogia d’Autunno che propone La clemenza di Tito e il Requiem. Il programma completo su ravennafestival.org.

Nella foto @Silvia Lelli un concerto di Ravenna festival alla Rocca Brancaleone